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Terzo molare

Terzo molare


Nell'indicazione per l'estrazione dei terzi molari c'è una variabilità elevata e talvolta controversa. Quando i terzi molari inferiori sono asintomatici la raccomandazione è il controllo clinico e radiologico da parte del dentista, dello stomatologo o del chirurgo orale e maxillo-facciale. Se il terzo molare o dente del giudizio dovesse produrre dei sintomi come l'alterazione dell'eruzione dentale, denti inclusi, anchilosi dentale, gengivite cronica, cisti paradentale adulta, allora il dentista dovrà valutarne quanto prima l’estrazione. La morbilità dovuta all'estrazione del terzo molare inferiore è correlata all'età del paziente, alla profondità di inclusione, alla vicinanza al nervo dentale inferiore e a precedenti trattamenti con radioterapia. Effettuare una tomografia assiale computerizzata o una radiografia cone beam per valutare la relazione tra nervo dentale inferiore e terzo molare migliora la precisione della diagnosi (relazione anatomica e densità ossea) ma non sembra essere uno strumento che riduce il rischio di lesioni. L'esperienza, l'abilità e la formazione chirurgica del dentista, dello stomatologo o del chirurgo orale e maxillo-facciale sembrano essere un fattore che riduce il rischio di lesioni al nervo dentale inferiore quando si parla di estrazione di terzo molare inferiore o terzo molare superiore.

Terzo molare: una panoramica sui possibili rischi

Nei casi in cui il terzo molare inferiore sia asintomatico o sintomatico in cui non vi sia un rapporto stretto o intimo con il terzo molare inferiore, la raccomandazione generale è l'estrazione. Dove c'è maggiore controversia è nei casi in cui il terzo molare inferiore è asintomatico o sintomatico e in un'intima relazione tra i denti inferiori e la cordiera. Sebbene la maggior parte degli autori sostenga l'estrazione di questi terzi molari, il rischio deve essere valutato. I pazienti asintomatici richiedono l'astensione terapeutica, mentre nei pazienti sintomatici che richiedono un intervento chirurgico, questa si basa su una prima esplorazione chirurgica e poi nella valutazione della resistenza del terzo molare per escludere anchilosi dello stesso.

Terzo molare e infezione parodontale

Occorre chiarire, prima di iniziare a sviluppare questo articolo, che le informazioni raccolte si riferiscono principalmente ai terzi molari inferiori, essendo molto scarsa la bibliografia relativa alla situazione parodontale dei terzi molari superiori. Innanzitutto bisogna considerare che il terzo molare solitamente non ha predisposizione particolare all'infezione parodontale. La presenza di terzi molari inclusi favorisca l'incidenza di tasche infraossee nella zona radicolare distale dei secondi molari, anche se non ci sono prove scientifiche che si tratti di una zona con una particolare predisposizione ai problemi parodontali. In questo senso, un altro punto interessante che dovremmo chiederci è se l'estrazione di questi terzi molari, specialmente quelli in posizione mesioangolare di 60º o più, possa migliorare significativamente la situazione parodontale dei secondi molari adiacenti.

Terzo molare mandibolare: cosa sapere

Il cosiddetto terzo molare mandibolare erompe di solito all’età di 17-21 anni e la maturazione radicolare sarà completa a circa 18-25 anni. La forma della corona presenta molte somiglianze con quelle del primo e secondo molare mandibolare. L’estrazione chirurgica del terzo molare mandibolare potrebbe comportare come complicanza la lesione iatrogena del nervo alveolare inferiore. La coronectomia, ad esempio, è una tecnica alternativa all’estrazione chirurgica convenzionale per il trattamento del terzo molare ad alto rischio di danno neurologico. Il decorso di tipo operatorio legato a questa tecnica sembra in tutto e per tutto sovrapponibile a quello legato all’estrazione convenzionale in termini di complicanze post-operatorie. L’estrazione del terzo molare è uno degli interventi maggiormente eseguiti nella chirurgia del cavo orale. Uno dei maggior rischi correlati è infatti il danno neurologico. Per evitare questa complicanza sono state sviluppate diverse tecniche di estrazione del terzo molare che sono alternative a quella che viene effettuata con strumenti rotanti come la piezoelettrica e la coronectomia. L’estrazione del terzo molare inferiore a oggi costituisce uno dei principali interventi chirurgici eseguiti a livello del cavo orale. Si tratta ormai di una tecnica di routine e i dentisti spesso prima procedono con una accurata valutazione radiografica del caso per identificare eventuali fattori di rischio neurologico e definire un corretto approccio chirurgico. Con il tempo le tecniche di estrazione chirurgiche del terzo molare si sono evoluto molto e sono state introdotte metodiche e strumentazioni alternative.

Terzo molare: gli interventi

Se accanto al terzo molare notiamo anche la presenza di un ascesso, il dentista dovrà procedere quanto prima con un drenaggio. Il primo step consiste nell'anestesia locale con il dentista che procederà a incidere l'ascesso. Dopo l'incisione il paziente sentirà subito un immediato sollievo dal momento che l'incisione praticata dal dentista riuscirà ad allentare la pressione esercitata sui tessuti molli. Dobbiamo anche sottolineare che il terzo molare non è un dente considerato essenziale ai fini della masticazione, anche per questo spesso i dentisti consigliano la rimozione preventiva così da evitare possibili conseguenze anche gravi. A seconda delle situazioni il dentista potrebbe optare per l'estrazione, è il caso ad esempio di pazienti che soffrono di arcata troppo stretta o di un dente storto. Nella fase post-estrazione il dentista potrebbe anche consigliare la somministrazione di antibiotici.
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